Katia Marilungo

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PROCEDURA PREVENZIONE RISCHIO SUICIDARIO

All’interno della Casa di Cura Villa dei Pini è in attivazione il porgetto di prevenzione dei rischio suicidario. A cura della dr.ssa Katia Marilungo sarà la somministrazione del questionario BECK’S HOPELESSNESS SCALE (BHS) (Beck, 1974).

Si riporta di seguito una parte del progetto.

 

Indice

 

  1. Premessa
  2. Obiettivo della Procedura
  3. Campo di applicazione
  4. Descrizione delle attività
    • Fattori di rischio
    • Percorso clinico-assistenziale
    • Misure preventive di sicurezza
    • Dimissione del paziente
  5. Formazione del personale
  6. Bibliografia

 

1.     Premessa.

Il suicidio in ospedale rappresenta un evento di particolare gravità, tanto che suicidio e tentativo di suicidio sono compresi nell’elenco dei 15 eventi sentinella monitorati dal Ministero della Salute, e da essere oggetto di una specifica Raccomandazione Ministeriale (la n. 4 del Marzo 2008: “Prevenzione di suicidio nel paziente in ospedale”).

Il terzo rapporto del Ministero della salute sugli eventi avversi segnalati tra il 2005 e il 2010 registra il fatto che il tentato suicidio resta, tra gli eventi sentinella (e quindi tra gli eventi avversi di particolare gravità), quello più frequente (19% dei casi), seguito solo da morte o grave danno per caduta del paziente a terra (16% dei casi), con un tasso di letalità del 45%.

Per la gravità del problema e per la possibilità di poter incidere con azioni preventive ormai ben consolidate in Letteratura, è necessario attivare delle procedure di prevenzione specifiche basate da un lato sul riconoscimento dei fattori di rischio riconosciuti, e dall’altro sulla vigilanza e sulla sicurezza ambientale nelle strutture sanitarie.

Come descritto nella raccomandazione ministeriale n. 4, la Letteratura internazionale ha individuato una serie di fattori di rischio relativi al suicidio, la cui conoscenza consente l’adozione di strategie efficaci per la riduzione del rischio in ospedale.

La prevenzione si basa su 5 elementi indispensabili per il riconoscimento/contenimento del rischio:

1) strumenti di valutazione del paziente;

2) profili assistenziali per i pazienti che hanno un’identificata tendenza all’autolesionismo o abbiano tentato il suicidio (che prevedano la continuità della cura anche dopo la dimissione);

3) processi organizzativi;

4) idoneità ambientale e organizzativa;

5) formazione degli operatori.

E’ da sottolineare il fatto che il paziente che presenta alcuni fattori di rischio non necessita, in modo assoluto, di interventi specifici o di consulenza psichiatrica, ma piuttosto di una particolare attenzione che sia in grado di valutare avvenimenti, comportamenti, comunicazioni che indichino un aumento del rischio.

 

2.     Obiettivo della Procedura.

Obiettivo della procedura è di fornire agli operatori sanitari strumenti di lavoro e indicazioni operative sulle azioni da adottare per prevenire/ridurre il rischio di suicidio tra i pazienti ricoverati presso la Casa di Cura Villa dei Pini.

 

3.     Campo di applicazione.

 La procedura è applicabile a tutti i pazienti ricoverati in regima di ricovero ordinario e di day hospital.

4.     Descrizione delle attività.

 4.1 Fattori di rischio:

 

4.2 Percorso clinico-assistenziale:

 

 

 

 

4.3 Misure preventive di sicurezza:

 

 

 

4.4 Dimissione del paziente:

Al momento della dimissione di un paziente riconosciuto come a rischio è opportuno:

  • preparare il momento della dimissione con sufficiente anticipo al fine di garantire un’ adeguata continuità delle cure e della presa in carico da parte del territorio (MMG, servizi sociali e psicologo del territorio);
  • informare il paziente e i suoi familiari delle attività ambulatoriali e dei servizi di salute mentale sul territorio per la continuità assistenziale e le eventuali necessità correlate al percorso post-ricovero.

5.     Formazione del personale.

Per aumentare la capacità degli operatori di rilevare la predisposizione dei pazienti al suicidio ed adottare idonee misure di prevenzione, come indicato dalla raccomandazione ministeriale n. 4, vanno incrementate le attività di orientamento e formazione del personale rispetto a tale problematica, nonché garantiti richiami sulla comunicazione e sui rischi connessi al suicidio in tutte le attività formative.

6.     Bibliografia

  • Ministero della salute: “Prevenzione di suicidio del paziente in ospedale”, Raccomandazione Ministeriale n. 4, 2008;
  • Ministero della salute: “Osservatorio nazionale sugli eventi sentinella”, luglio 2009;
  • Ministero della salute: “ Terzo rapporto di monitoraggio degli eventi sentinella”, novembre 2011.
About the author
Katia Marilungo
Sono la Dott.ssa Katia Marilungo, Psicologa-Psicoterapeuta, Ipnotista, Psiconcologa e formata nell'utilizzo della Tecnica EMDR. Attiva dal 2003, ho maturato notevoli esperienze formative e professionali spaziando i vari ambiti di interesse clinico e non. Mi occupo di infanzia, adolescenza, individui, coppie, famiglia e gruppi.

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