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Tutto sotto controllo – Quando l’ordine diventa Ossessione di Katia Marilungo

Controllo: Un articolo  della dr.ssa Katia Marilungo qui di seguito riportato, apparso nella rivista “MiaFarmacia”.

Vi è mai capitato di non riuscire a prendere sonno ossessionati dal pensiero di una lavatrice non fatta? O di non sentirvi a posto se la vostra macchina non è luccicante? Vi è mai capitato di continuare a pulire e lucidare la doccia agguerriti contro una goccia di calcare?

La cura per l’igiene personale o la pulizia di ambienti e cose per qualcuno è una mania che in alcuni casi può trasformarsi in vero e proprio disturbo, che colpisce una donna su quattro, ma anche qualche uomo, e fa parte di quei disturbi d’ansia di cui soffre il 20% della popolazione.

Viene definita rupofobia e letteralmente significa paura dello sporco.

Il soggetto che ne è vittima compie ripetutamente l’atto della pulizia su se stesso (ad esempio il lavaggio continuo delle mani) o sull’ambiente che lo circonda (ad esempio la casa).

In termini meno tecnici può anche essere definita “sindrome di Pilato”, l’uomo che si lavò le mani: una paura patologica del contatto con lo sporco per evitare qualsiasi tipo di contaminazione o di germe. Chi vive questo disagio ha il bisogno continuo di lavarsi le mani e pulire, disinfettandoli a fondo, la casa e tutti gli oggetti di uso quotidiano.

Quali sono le cause

Da un punto di vista della psicosomatica, l’esigenza di una pulizia esteriore potrebbe essere una metafora della paura dello “sporco” interiore, del lato più oscuro di ognuno di noi.

Le cause sono svariate e molteplici e possono essere ricercate in:

– educazione molto rigida, che crea un nesso causale tra il piacere seguito da una necessità di igienizzarsi, ad esempio l’idea che, da bambini, dopo aver giocato o fatto qualcosa di piacevole, magari all’aria aperta, sia necessario ripulirsi;

– fattori che gravitano intorno alla sfera sessuale, ai rapporti interpersonali o anche al rapporto con se stessi, per esempio, la necessità di avere sempre tutto sotto controllo che spesso va di pari passo con la continua ricerca della perfezione;

– il continuo accumulare aggressività;

– il riempire il proprio tempo di attività che in realtà non destano vero interesse;

– l’imporsi una morale troppo rigida

– avere un eccesso di autocontrollo che impedisce alle emozioni di esprimersi al meglio

paura di sentire e percepire il proprio vuoto interiore.

Come si manifesta

Nella realtà solo alcune persone hanno la consapevolezza di avere ansia causate dalla mania ordine, quando invece questo rappresenta un problema molto diffuso nel quale si imbatte, seppur in maniera non patologica, gran parte della popolazione.

I comportamenti che manifestano sintomi tipici di questa forma d’ansia possono essere, ad esempio:

– mamme che mettono a posto i giochi dei figli, mentre questi ancora

giocano;

– mariti che controllano e risistemano con metodicità le cose già riordinate dalla moglie;

– donne che non riescono ad andare a letto la sera se non hanno concluso tutte le faccende;

– persone che al lavoro hanno una scrivania sgombra e sempre libera.

Tutto questo può portare a reazioni scomposte e irritate per nulla, incapacità di concentrazione, senso continuo di ansia, sensazione di continui sintomi fisici, pensieri caotici tipici del rimuginio.

Il bisogno di controllo

Sicuramente mantenere in ordine il proprio contesto di vita o l’ambiente di lavoro è sinonimo di equilibrio interiore e chiarezza mentale, ma c’è un limite che non si dovrebbe superare oltre il quale questa capacità diventa ansia, fino all’ossessione. Questo avviene quando non si riesce più a essere tranquilli se non è sistemato o messo in ordine tutto fino all’ultimo dettaglio, quando un po’ di disordine può rovinare il proprio umore compromettendo tutte le attività della giornata creando una sgradevole sensazione di “incompiutezza” che porta dritti all’ansia. Un’ansia che a che a fare con tutte le emozioni che vengono costantemente tenuto sotto controllo.

È una forma d’ansia acuta, nella quale si scarica un fortissimo bisogno di controllo, al fine di impedire, inconsapevolmente, che le emozioni emergano, o di gestire insicurezze radicate, o di sentirsi a posto con la coscienza; l’ordine va a coincidere con un ordine morale, un senso di “pulizia interiore”. Quello che da una parte viene tenuto a bada con estremo controllo, dall’altra parte si trasforma in azioni rituali che vanno a minare la libertà di vivere il proprio tempo e l’impossibilità di lasciarsi andare pienamente al relax, alle emozioni, ai cambiamenti.

Convivere con il caos

Più si agisce per rimuovere il disordine, più la dimensione del “caos” si farà strada dentro in modi inaspettati: è quindi inutile cercare di fuggirla, molto meglio accoglierla e imparare a viverla un po’ alla volta.

Per prima cosa prestiamo attenzione ai segnali che si affacciano nella vita di tutti i giorni. Testimoniano di una situazione psicologica particolare, che può trovare proprio nella ricerca spasmodica di ordine un suo tentativo di sfogo. Per ognuno, vi proponiamo una possibile via d’uscita più produttiva.

Per prima cosa è necessario essere adeguatamente informati: non si è in grado di sostituirsi al proprio sistema immunitario, per cui è utile conoscere seriamente il suo funzionamento soprattutto in termini di autoregolazione e protezione; il nostro sistema immunitario ci protegge adeguatamente e non ha bisogno di meccanismi compensatori che lo stressano di più. Inoltre, è necessario prendere consapevolezza del proprio eros, se si vive intrappolato da una morale rigida che nega la libertà di vivere serenamente il piacere e l’intimità. È anche importante riavvicinarsi a tutte quelle attività manuali che ci mettono in contatto con la natura, la terra, la materia, per esempio praticando hobbies e piccole attività con piante, fiori, terra, “sporcandosi le mani” solo per piacere. Un’altra soluzione è praticare tecniche di rilassamento basate sul massabbio capaci di rimetterci in contatto con il corpo e con le emozioni inespresse. Infine, se tutto questo risulta inefficace, ci si può rivolgere con fiducia alla psicoterapia in modo da individuare le cause e il conflitto sottostante tali problematiche. Attraverso numerose tecniche di psicoterapia si può risolvere in tempi breve questo disturbo e tornare ad essere liberi di vivere la propria vita, le proprie relazioni e la propria quotidianità.

 

Il disturbo ossessivo – compulsivo

Si parla di disturbo ossessivo-compulsivo quando ci sono entrambe le seguenti componenti:

ossessioni: ovvero idee, pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi e inappropriati che non riflettono semplicemente un’eccessiva preoccupazione per i problemi della vita reale, ma che sono un prodotto della mente e non vengono imposte dall’esterno;

– compulsioni: ossia comportamenti (come il lavarsi di continuo, mettere meticolosamente in ordine, controllare eccessivamente, etc.) o azioni mentali (come pregare, ripetere frasi, contare, etc.) che si caratterizzano per essere ripetitive e intenzionali. Le suddette hanno la caratteristica di essere messe in atto in seguito all’insorgere di un’ossessione e hanno lo scopo di prevenire o ridurre l’angoscia generata da quest’ultima.

 

Le sintomatologie più frequenti

Tra chi soffre di patologie nevrotiche legate alla mania dell’ordine, si possono individuare i seguenti tipi:


- i checkers (controllori): mettono in atto rituali di controllo per cercare di vincere la loro paura eccessiva e irrazionale che possa accadere qualcosa di catastrofico a seguito delle loro azioni.

i washers and cleaners (pulitori): ossessionati dal timore di essere contaminati da germi, sporco, o sostanze estranee;

– gli orderers (“ordinatori”): compiono determinate azioni in modo particolare e perfetto, sempre esageratamente dediti alla cura e all’ordine;

– gli hoarders (accumulatori): collezionano oltremisura oggetti insignificanti trovando estrema difficoltà nel disfarsi di cose vecchie e inutili.

– gli scrupolosi: ossessionati da problemi morali e religiosi cercando continue conferme sulla loro purezza morale.

 

 

About the author
Katia Marilungo
Sono la Dott.ssa Katia Marilungo, Psicologa-Psicoterapeuta, Ipnotista, Psiconcologa e formata nell'utilizzo della Tecnica EMDR. Attiva dal 2003, ho maturato notevoli esperienze formative e professionali spaziando i vari ambiti di interesse clinico e non. Mi occupo di infanzia, adolescenza, individui, coppie, famiglia e gruppi.

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