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Christmas Blues”: il lato oscuro delle festività appena finite (Corriere Adriatico, 2 gennaio 2018)

 

 “Christmas Blues”: il lato oscuro delle festività appena finite (Corriere Adriatico, 2 gennaio 2018)

Quello natalizio e di fine-inizio anno è un periodo vissuto dalla società con spirito festoso e gioioso che può trasformarsi, per chi è solo o psicologicamente fragile, in un autentico stress psicologico. Una “trappola” da cui non si riesce a sottrarsi.

E una volta passate le feste, queste persone fragili come si ritrovano? Quali sono gli “strascichi” che le festività, con i suoi sorrisi e i brindisi, lasciano su queste persone?

Il periodo delle festività volge al termine.

Lustrini, cotillon e pallettes del Capodanno sono acqua passata.

Cene e pranzi, brindisi e sorrisi dei giorni natalizi sono già lontani.

Il rientro nella piena attività lavorativa è dietro l’angolo. Passata l’Epifania ci si ritufferà nel vortice di riunioni, scadenze, progetti da consegnare.

In molti, nei giorni scorsi, se la sono davvero spassata, assaporando appieno la possibilità di divertirsi, di fare grosse e grasse risate con amici e parenti, di scambiarsi serenamente auguri e buoni propositi per l’anno nuovo.

Altri, invece, no.

“Questo è un periodo dell’anno molto particolare e delicato per chi è solo o è debole – dice la psicologa di Villa dei Pini di Civitanova Marche, Katia Marilungo – E’ un periodo vissuto dalla società con spirito festoso e gioioso che può trasformarsi, per alcuni, in un autentico stress psicologico. Quasi una “trappola” da cui non si riesce a sottrarsi. Il susseguirsi di inviti, il ritrovarsi con amici e parenti più o meno cari, a volte diventa un obbligo a cui non ci si può sottrarre. Tirare le somme di un anno che sta finendo, in alcuni casi, diventa motivo di disagio, insoddisfazione personale, senso di frustrazione o di fallimento.

Anche quest’anno noi psicologi lo abbiamo appurato: dai primi del mese di dicembre sono aumentate le richieste e l’inizio di psicoterapie”.

A volte si comincia ad essere tristi, ansiosi, demotivati: iniziano a pesare impegni legati alla corsa ai regali, alla programmazione di cenoni e prevale il desiderio di restare in casa piuttosto che andare in giro a mostrarsi forzatamente felici e allegri. Non si ha voglia di decorare la casa, di vivere forzatamente lo spirito natalizio”.

Non mancano disturbi psicosomatici legati.

“Possono comparire mal di testa, disturbi del sonno, stanchezza, disinteresse generalizzato, irritabilità e anche modifica dell’appetito.

Questa silenziosa e dolorosa sensazione di tristezza mista ad ansia e ad un disagio diffuso che compare durante le festività Natalizie, ha un nome e si chiama “Christmas Blues”, cioè tristezza di Natale. Si tratta di una forma di depressione che dura solitamente da alcuni giorni a poche settimane e tende a scomparire al termine delle festività, quando si torna ai ritmi di vita quotidiani.

Questa sindrome colpisce molte persone in varie forme, da lievi a più intense.

Ma una volta passate le feste, queste persone fragili come si ritrovano? Quali sono gli “strascichi” che le festività, con i suoi sorrisi e i brindisi, lasciano su queste persone? Cosa consigliare loro?

“Di solito– dice la Marilungo – tutti i disagi e la sintomatologia descritti  tendono a scomparire da alcuni giorni a poche settimane dopo il termine delle festività, quando si torna ai ritmi di vita quotidiani. Qualora ciò non avvenisse È necessario interrogarsi sulle cause che si nascondono dietro questo disagio: problematiche familiari irrisolte, lutti non elaborati di qualche caro, insoddisfazione della propria vita  sono solo alcuni esempi. Ad ogni modo se il malessere legato alle festività non scompare entro breve È sempre meglio chiedere un consulto ad uno specialista, psicologo psicoterapeuta  al fine di individuare precocemente un disagio e quindi elaborarlo e risolverlo.”

 

2 gennaio 2018
Corriere Adriatico
About the author
Katia Marilungo
Sono la Dott.ssa Katia Marilungo, Psicologa-Psicoterapeuta, Ipnotista, Psiconcologa e formata nell'utilizzo della Tecnica EMDR. Attiva dal 2003, ho maturato notevoli esperienze formative e professionali spaziando i vari ambiti di interesse clinico e non. Mi occupo di infanzia, adolescenza, individui, coppie, famiglia e gruppi.

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