Katia Marilungo

MOBILE: +39 3477425177

News

IPNOSI: UN MODO PIU’ VELOCE DI “CURARE” E DI “COMUNICARE”

DI SEGUITO UN MIO ARTICOLO PUBBLICATO NELLA RIVISTA “SENZAETA'” DIRETTA DA PAOLO CREPET.

 

L’ipnosi ericksoniana è una psicoterapia ideata dal medico e psichiatra clinico Milton Erickson (1901-1980).

E’ una tecnica che ha un approccio naturalistico e positivo; naturalistico in quanto la situazione del paziente va accettata così com’è, senza tentarne una ristrutturazione dal punto di vista psicologico, e positivo in quanto lavora con le risorse del paziente necessarie al cambiamento che sono insite nella storia esperienziale della persona. Sarà la trance ipnotica ad agire su tali risorse, estraendole dall’inconscio e riportandole alla coscienza. L’ipnosi ericksoniana prevede un diverso rapporto terapeuta-paziente: nell’ipnosi tradizionale il rapporto terapeutico è fortemente asimmetrico, autoritario e direttivo con un soggetto passivo, nel metodo ipnotico è essenziale che tra terapeuta e paziente si crei una relazione di reciproco rispetto e collaborazione. Non esiste infatti un’unica modalità di intervento, e di volta in volta l’ipnotista deve adeguare la sua azione al soggetto, facendo leva sulle risorse e gli strumenti che quello specifico paziente possiede già dentro di sé e che l’ipnosi contribuisce a riattivare.

E’ necessario precisare che gli strati di trance non sono fenomeni straordinari ma eventi piuttosto frequenti e comuni a tutte le persone. Basti pensare con quale facilità e frequenza ci si possa astrarre dalla realtà circostante nel corso di una giornata; per esempio, quando si aspetta l’autobus o ci si lascia assorbire dalla lettura di un libro che ci piace particolarmente. Nell’ipnosi ericksoniana, il processo per mezzo del quale l’ipnotista induce l’ipnosi nel soggetto ipnotizzato e’ frutto dell’interazione tra paziente e ipnotista attraverso l’uso dei modelli linguistici, di rispecchiamenti delle posture dell’interlocutore e di un uso particolare della voce, in modo da recuperare in una conversazione normale gli stati di trance dei suoi interlocutori, inducendoli in una trance ipnotica atta a realizzare in modo assolutamente informale un cambiamento terapeutico. L’ascolto del paziente, l’osservazione dello stile comunicativo e il ricalcarlo, induce uno stato di trance ipnotica del tutto naturale, che potenzia le risorse collocate nella mente inconscia del soggetto. 

A differenza della psicoterapia classica, che prende in esame l’intera storia del paziente, l’ipnosi ericksoniana si concentra sulla comprensione del problema nella sua forma attuale, cioè sui sintomi che comportano i disagi maggiori nel paziente. È una terapia finalizzata al risultato e focalizzata sul presente e sul futuro e interviene sulle sue immediate manifestazioni.
L’uso terapeutico dell’ipnosi è prevalentemente rivolto al controllo del dolore (in medicina, in psicologia clinica e in odontoiatria) e delle emozioni negative (disturbi d’ansia, attacchi di panico, rabbie, tristezze, dipendenze). L’ipnosi ha essenzialmente lo scopo di facilitare e incoraggiare l’uso di capacità e potenzialità che restano spesso inutilizzate. L’idea di base è che gli individui sviluppano problemi psicologici a causa dei propri schemi interpretativi della realtà, maladattivi e limitanti in quanto formatisi in seguito ad un apprendimento disfunzionale e rigido. Questa rigidità impedisce alla persona di conoscere ed utilizzare le proprie capacità con il massimo vantaggio. L’obiettivo della trance ipnotica consiste proprio nello sciogliere queste limitazioni apprese, proprie dei normali schemi di riferimento del paziente, e permettere che le ampie riserve delle loro potenzialità inconsce agiscano, per una soluzione creativa al problema. Parlare di mente cosciente e mente inconscia non deve far pensare ad una personalità divisa, magari in conflitto con sè stessa. Tale costrutto teorico utilizzato nella terapia ipnotica, serve a rappresentare l’idea che vi sia, al di là delle possibilità attuali (consce), delle risorse potenziali (inconscie). Compito della terapia sarà farle divenire accessibili. L’obiettivo terapeutico non consiste nell’aggiungere qualcosa di mancante (deficit) e neppure nel correggere aspetti psicopatologici, ma di evocare le risorse dell’individuo. A questo scopo, è necessario costruire un intervento che sia il più possibile corrispondente a quelle che sono le caratteristiche ed i bisogni di guarigione e crescita personale della persona.Le risorse spontaneamente presentate vengono quindi utilizzate attraverso l’ipnosi per introdurre possibilità di sviluppo nella terapia. È proprio per la rapidità e l’incisività della sua azione nello psichico e nell’organico somatico, che la psicoterapia ipnotica trova il suo giusto ruolo tra le più valide delle psicoterapie brevi.

 

 

  • “Puoi lasciarti indietro ciò che ti insegue, ma non puoi lasciarti indietro ciò che corre dentro di te”
  • “il paradosso curioso è che è proprio quando mi accetto così come sono che posso cambiare”
About the author
Katia Marilungo
Sono la Dott.ssa Katia Marilungo, Psicologa-Psicoterapeuta, Ipnotista, Psiconcologa e formata nell'utilizzo della Tecnica EMDR. Attiva dal 2003, ho maturato notevoli esperienze formative e professionali spaziando i vari ambiti di interesse clinico e non. Mi occupo di infanzia, adolescenza, individui, coppie, famiglia e gruppi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *