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Bambini iperattivi: riconoscerli per aiutarli a guarire

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Sempre più spesso si utilizza la definizione di “bambino iperattivo” per indicare un bambino vivace, disobbediente o semplicemente maleducato, ma solo raramente il suo uso è pertinente ad individuare un disagio.

Questa confusione porta molti genitori a vivere anni difficili sperando che, con la crescita del proprio figlio, le cose si sistemino da sole, mentre con una diagnosi corretta si potrebbe intervenire in tempo. È opportuno ricorrere quanto prima alla consulenza di un esperto per evitare anni di tensione e di stress: se non curato il bambino iperattivo o con deficit dell’attenzione (Attention Deficit Hyperactivity Disorder ADHD o in italiano Disturbo da Deficit dell’Attenzione ed Iperattività DDAI) può evolvere da quella patologia ad altre più problematiche.

Il comportamento iperattivo

Questo disturbo è una sindrome neuro-comportamentale dalle manifestazioni, a volte, anche impressionanti, che si evidenziano sotto forma di problemi di attenzione, concentrazione, percezione, concettualizzazione e coordinazione, ma con ripercussioni anche nella sfera del linguaggio e della memoria.

Tutto questo implica che i bambini iperattivi presentano spesso difficoltà scolastiche.

I loro livelli di attività sono notevolmente diversi da quelli dei bambini semplicemente molto vivaci. La differenza principale sta nell’attitudine alla concentrazione: la maggior parte dei bambini veramente iperattivi sono affetti da turbe dell’attenzione. Ciò si traduce in una capacità di impegnarsi in un certo compito inferiore rispetto a quella dei coetanei.

La loro instabilità nel prestare attenzione li porta ad essere particolarmente impulsivi e incontrollati, con tratti di irrequietezza che li fanno oscillare da un’occupazione all’altra senza riuscire a portare a termine un compito, anche semplice e banale. A scuola le maestre riferiscono non solo che non riescono a stare fermi, ma che spesso non concludono i vari esercizi, dimenticano il materiale necessario e soprattutto appaiono sempre distratti. Ciò non è dovuto a una mancanza di volontà. Questi bambini trovano veramente molto difficile esercitare un controllo consapevole sul proprio comportamento.

Le cause dell’iperattività

Può accadere che i genitori inneschino sentimenti e atteggiamenti colpevolizzanti verso il loro ruolo di genitori ed educatori, credendo che il comportamento iperattivo del bambino sia dovuto a loro errori. In realtà, rispetto alle cause dell’iperattività è stato ormai dimostrato che esiste sia una predisposizione ereditaria, sia un anomalo funzionamento del sistema nervoso centrale. Nella maggior parte dei casi, quando un bambino è iperattivo c’è qualcun altro in famiglia che da piccolo presentava caratteristiche simili, anche se magari in modo meno accentuato. La causa dell’iperattività non sono attribuibili a scarse capacità educative dei genitori, anche se atteggiamenti educativi inesatti possono peggiorare notevolmente la situazione. Tra i fattori aggravanti sicuramente c’è la mancanza di autocontrollo del genitore (con tendenza ad urlare o a picchiare), una scarsa coerenza e un clima familiare caratterizzato da tensioni, stress e mancanza di rispetto tra genitori.

 

Cosa fare con un bambino iperattivo

Oltre a rivolgersi a uno specialista in grado di aiutare il proprio figlio, ci sono alcuni

atteggiamenti consigliati che un genitore alle prese con un bambino iperattivo può adottare.

– Organizzare il più possibile la giornata in modo abitudinario. Stabilire in anticipo l’orario per i compiti, la TV, il gioco e le varie attività. Il bambino iperattivo ha bisogno di situazioni ben strutturate, per questo non bisogna modificare la routine stabilita senza prima averlo avvisato.

– Mantenere la calma. Un bambino iperattivo può far sentire impotente e frustrato anche il più disponibile dei genitori, ma arrabbiarsi non fa che peggiorare la situazione.

– Dare al bambino la possibilità di muoversi liberamente in uno spazio sufficiente in diversi momenti della giornata.

– Adottare due o tre regole ben precise per indicare quello che ci si aspetta dal bambino in certe situazioni.

– Limitare i rimproveri a favore di incoraggiamenti per i comportamenti da rinforzare. Inoltre, evitare di dire al bambino che cosa non deve fare, ma dirgli che cosa si desidera che faccia, spiegandogli e argomentando i motivi.

– Dare eventuali istruzioni una alla volta, spiegarle in modo chiaro e chiedere al bambino di ripetere quello che è stato detto prima che inizi ad eseguire.

– Limitare l’esposizione del bambino alla TV e ai videogiochi.

– Cercare di integrare il proprio figlio in un ambiente in cui possa più facilmente essere accettato e interagire con altri bambini, divertendosi in modo da fare esperienze positive di socializzazione.

– Cercare di ricavare alcuni momenti di “tregua”, in modo che quando il bambino è impegnato fuori casa o è affidato a qualcun altro ci si possa riposare e recuperare le energie dedicando un po’ di tempo a se stessi.

– Creare un ambiente adatto ai suoi bisogni: il bambino iperattivo è particolarmente sensibile a qualsiasi forma di stimolo esterno. Conviene, quindi, predisporre per lui un ambiente calmo, che favorisca la concentrazione, soprattutto quando deve fare i compiti.

– Evitare l’effetto sorpresa: il bambino iperattivo fa fatica a gestire gli imprevisti, ai quali risponde spesso con aggressività.

– Responsabilizzare: un bambino iperattivo fa spesso una stupidaggine dietro l’altra e potrebbe perdere fiducia in se stesso, se i suoi errori vengono sottolineati troppo spesso.

È importante trasmettergli dei limiti da non superare, ma è necessario anche che riceva un certo incoraggiamento. Affidargli alcuni compiti di base potrebbe permettergli di incanalare la propria energia e renderlo autonomo allo stesso tempo.

Infine, è importante riconoscere e valorizzare le qualità del piccolo, ricordandosi sempre che il bambino può non riuscire a controllare la relazione con gli altri e avere slanci di esuberanza che possono farlo diventare aggressivo.

Intervenire in tempo

Le percentuali di bambini che presentano tali difficoltà si aggirano intorno al 4-5%, di cui circa un terzo va incontro a conseguenti notevoli problemi scolastici a causa della limitata capacità a prestare attenzione. È importante, quindi, prendere provvedimenti per tempo poiché, in alcuni casi, questi problemi di comportamento, se trascurati, possono portare a un disadattamento sociale durante l’adolescenza.

Una volta che la situazione viene presa in carico, l’incontro tra genitori, insegnanti ed esperti può diventare molto utile. È innegabile che gestire, educare, responsabilizzare questi bambini è un impegno che va condiviso per ottenere dei buoni risultati. L’iperattività rappresenta una sfida: gli adulti, grazie a una continua collaborazione tra le parti che se ne fanno carico, devono sforzarsi di vedere nel bambino la persona che diventerà.

Il bambino, in fondo, chiede solo di avere punti di riferimento sicuri, un’organizzazione della giornata ben definita, orari regolari. Aiutarlo a trovare la sua strada può prevenire lo sviluppo di disturbi più gravi in età adulta.

 

About the author
Katia Marilungo
Sono la Dott.ssa Katia Marilungo, Psicologa-Psicoterapeuta, Ipnotista, Psiconcologa e formata nell'utilizzo della Tecnica EMDR. Attiva dal 2003, ho maturato notevoli esperienze formative e professionali spaziando i vari ambiti di interesse clinico e non. Mi occupo di infanzia, adolescenza, individui, coppie, famiglia e gruppi.

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